Tutti vorremmo vivere con leggerezza e senza troppi pensieri, ma non è così semplice. Sarebbe bello se la serendipità predominasse su ognuno di noi ma tutto dipende dal nostro carattere e dalla nostra predisposizione. Il fascino della “serendipity” sta nell’effetto sorpresa: la felicità che ci travolge in maniera inaspettata e casuale.
Questo termine è stato coniato nel 1754 dallo scrittore inglese “Horace Walpole” che lo estrapolò dal titolo della fiaba “The three princes of Serendip”: era questo l’antico nome dell’isola di Ceylon, lo Sri Lanka dei nostri giorni.

Destino? Coincidenze? È la serendipità.


Il vocabolario Treccani definisce serendipità in questo modo: La capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte. In campo scientifico, mentre si sta cercando altro.
La parola è stata resa famosa grazie al film americano “Serendipity, quando l’amore è magia” del 2001, la cui trama racconta proprio della casualità degli incontri mentre si sta cercando altro e di come può influire e cambiare il percorso della propria vita.
Non possiamo pretendere una vita coinvolgente se siamo troppo perfetti e inquadrati, nulla di inaspettato accadrà. Siamo in un mondo in cui gli stereotipi prendono il sopravvento su tutto, spesso ci sentiamo frustrati e demotivati, e riuscire a uscire da questo circolo vizioso non è facile.

Solo dando priorità alle nostre esigenze, potremmo guardare la vita da angolazioni diverse, più interessanti e inaspettate.

Spesso, sui social, ci sono persone che fanno finta di essere felici ma, in verità, non è così. Ai giorni nostri, quello che conta, per molti, è come apparire agli occhi degli altri e mostrare uno stile di vita invidiabile. Però la realtà rivela ben altro, nel loro inconscio dominano problemi esistenziali, di certo la serendipità se ne sta ben lontano da questi soggetti.
Se una volta essere distratti e soprappensiero poteva essere un difetto, ora si apprezzano di più persone con queste caratteristiche, sono più spensierate e predisposte a far stare bene: con loro, le sorprese non potranno mancare.
Vivere nell’imprevisto ci fa uscire dalla comfort zone; in psicologia, la capacità di astrarsi, viene chiamata “pensiero divergente“.

L’imprevisto che ci dona felicità.


Si può riconoscere in questa definizione chi esce dagli schemi e trova soluzioni ai problemi guardando le cose anche da altre prospettive.

Anche nel passato non tutti i mali venivano per nuocere, basti pensare a Cristoforo Colombo che, sbagliando i calcoli delle sue rotte, è arrivato in un nuovo continente anziché in India. In cucina spesso, confondendo qualche ingrediente, capita di creare qualcos’altro di ancora più gustoso.
Chi ha la curiosità nel suo DNA è di certo una persona più propensa a ricevere sorprese e novità: l’inaspettato fa parte della sua vita.


Non puoi pensare che qualcosa non accadrà perché non lo hai mai visto capitare in passato (Nicholas Nassim Taleb)


La vita è troppo breve per conoscere tutte le sue sfaccettature, diamole la possibilità di sorprenderci.


A volte le strade più panoramiche della vita sono le deviazioni che non si aveva intenzione di prendere

(Angela N. Blount).