Siamo tutti sotto lo stesso cielo ma ognuno di noi appartiene a una generazione diversa.
L’ultimo secolo si è evoluto con notevoli e continui cambiamenti culturali, politici e tecnologici. Ogni epoca si identifica in una generazione, a seconda di quando siamo nati, differenziandosi dalle altre, per modo di pensare, stile di vita e istruzione. L’Istat ha stilato una classifica generazionale, suddividendola per età di nascita. Andiamo ad approfondire l’argomento e valutare le sostanziali peculiarità.

Le generazioni a confronto (foto dal web).

La “Generazione zero” o anche “Generazione silenziosa” (1926-1945) è quella della rinascita dopo la Seconda Guerra Mondiale. È la prima che cresce con l’utilizzo della televisione, del telefono e delle automobili.
“I Baby boomers” (1946- 1965) che crescono nel periodo del boom economico, demografico e sociale. Si sud- dividono in due sottocategorie: la Generazione dell’impegno (1946-1955), gli artefici delle grandi evoluzioni sociali e dei grandi cambiamenti culturali degli Anni ’70 e la Generazione dell’identità (1956-1965), sostengono e
portano all’obiettivo le loro lotte: il divorzio nel 1970 e la legge dell’aborto nel 1978, nello stesso anno in cui nasce il “Servizio sanitario nazionale” con il diritto universale alle cure mediche. Vivono il loro tempo godendosi la vita, avendo avuto la maggior parte, posizioni lavorative di livello medio-alto.
Generazione X” (1966- 1980) che cresce nel periodo del crollo del Muro di Berlino e della fine del blocco sovietico, con la nascita della globalizzazione. Sono tanti i laureati tra questa categoria ma hanno dovuto fare i conti con la recessione e la difficoltà di trovare buone opportunità di lavoro. Sono più tecnologici delle altre due generazioni precedenti.
Generazione Y” o Millennials (1981-1995) così chiamati perché sono diventati maggiorenni nei primi quindici anni del nuovo millennio. Sono cresciuti con l’euro e la cittadinanza europea, i più penalizzati lavorativamente a causa della “grande recessione” del 2007. Più svogliati e pigri rispetto alle generazioni passate. Cercano lavoro all’estero o trovano la loro strada con la creazione di startup. La “Generazione Z” o Centennials (1995-2010) sono i più tecnologici in assoluto, vivono con il web e internet, non potrebbero vivere senza il loro smartphone. Nati in piena crisi ambientale credono in un mondo ecosostenibile. Le difficoltà lavorative e le poche prospettive, li rendono spesso poco invogliati alla vita reale. Vivono sui social soprattutto su Instagram o creando video per Tik Tok. Pretendono tutto alla stessa velocità che si fa una domanda e si riceve una risposta su Google.
Della “Generazione Alfa” (dal 2011 in poi) possiamo dire poco, troppo piccoli per capire come potranno crescere. Saranno i dottori e gli scienziati di domani, il mondo confida in loro per un’evoluzione netta ambientale e mentale.
Ogni generazione deve stare al passo col mondo che cambia, non è semplice ma non possiamo permetterci di rimanere indietro.

il Siamo tutti sotto lo stesso cielo.

Ci auguriamo che le future generazioni maschili possano, evolversi e cambiare la prospettive di visione della sfera femminile. Sono troppe le donne che vengono maltrattate e uccise ogni anno.

Considerarle e rispettarle, sono valori che si devono insegnare ai bambini già dalle elementari, solo così si potrà avere la differenza.